La sostenibilità al centro del business strategico del 61,5% delle imprese: in arrivo dall’UE 65miliardi di euro per il Fondo Sociale per il clima  

Da timido acronimo coniato nel 2003 da un giovanissimo James Gifford, allora studente di economia presso la University of Sidney, a distanza di vent’anni gli ESG rappresentano un modello di investimento responsabile a tutela della resilienza della propria azienda.

Lo confermano le imprese che hanno partecipato al sondaggio SdR23, che per il 61,5% ritengono prioritaria la sostenibilità tanto nelle proprie scelte d’investimento, quanto come valore aggiunto dell’intero sistema gestionale della propria struttura aziendale, con un andamento trasversale che interessa sia gli obiettivi finanziari di medio e lungo periodo, sia la capacità di coinvolgimento attivo dei propri stakeholder, le parti interessate alla filiera che condividono con l’impresa l’obiettivo della continuità.

Le scelte d’investimento delle nostre imprese sono sempre più orientate verso l’utilizzo di risorse in grado di contribuire in maniera sostanziale alla transizione energetica: investimenti in infrastrutture in grado di efficientare l’uso delle risorse energetiche e ridurre le esternalità; tecnologie in grado di comprimere i rischi derivanti da una logistica dispersiva; adozione di politiche di governance e policy volte a sensibilizzare le persone che vivono l’impresa, accrescendone il senso d’appartenenza e di inclusione.

E l’Unione Europea interviene con un ulteriore sostegno finanziario di 65 miliardi, destinati a finanziare proprio le scelte di transazione energetica verde per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Con il Regolamento 2023/955, pubblicato sulla Gazzetta Ue/L 130, viene infatti istituito il Fondo Sociale per il clima per il periodo 2026-2032, una misura che fornisce sostegno finanziario agli Stati membri, alle piccole imprese e alle persone fisiche che presentino obiettivi che includano l’efficientamento energetico, la ristrutturazione edilizia, un miglior accesso alla mobilità ed ai trasporti a zero o basse emissioni, nonché progetti di inclusione ed equità verso soggetti vulnerabili.

Una vera rivoluzione culturale che esorta le imprese ad interrogarsi sulla propria capacità di rispondere in maniera proattiva ai cambiamenti in atto.

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