Il Governo interviene per proteggere il sistema produttivo italiano dai danni legati al cambiamento climatico, introducendo nuove disposizioni sull’assicurazione obbligatoria contro eventi catastrofali. Con il decreto-legge n. 39/2025, già in vigore e approvato dalla Camera, vengono definite nuove scadenze, criteri di copertura e sanzioni per le imprese che non si adeguano.
Le finalità del decreto
L’obiettivo del provvedimento è chiaro: rafforzare la resilienza del tessuto economico nazionale, rendendo obbligatoria per le imprese una copertura assicurativa su beni produttivi, come immobili, impianti, macchinari e attrezzature, in caso di calamità naturali.
Il decreto è strutturato in due articoli e introduce misure urgenti in materia di assicurazioni contro rischi catastrofali. Il cuore della riforma è l’articolo 1, che stabilisce nuove tempistiche e regole operative per l’obbligo assicurativo.
Proroghe e tempistiche differenziate
Il testo stabilisce scadenze differenziate in base alla dimensione dell’impresa:
- Grandi imprese: obbligo di copertura entro il 31 marzo 2025, con sanzioni applicabili dal 30 giugno 2025.
- Medie imprese: termine prorogato al 1° ottobre 2025.
- Piccole e micro-imprese: tempo fino al 31 dicembre 2025.
Il mancato rispetto dei termini comporta la perdita del diritto ad accedere a contributi, agevolazioni o sovvenzioni pubbliche.
Valori assicurabili e criteri tecnici
Il decreto introduce una definizione puntuale dei valori da assicurare:
- Immobili: valore di ricostruzione a nuovo;
- Beni mobili: costo di rimpiazzo;
- Terreni: costo di ripristino.
Sono previste deroghe per le grandi imprese e i gruppi che rispettano determinati criteri, per i quali non si applicano i limiti su franchigie e premi.
Inoltre, è previsto un sistema di monitoraggio dei contratti assicurativi da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi, per garantire trasparenza e adeguatezza delle polizze.
Condizioni e limitazioni
La copertura sarà valida solo per beni regolarmente costruiti o sanati. Gli immobili abusivi o non regolarizzati restano esclusi, anche da eventuali contributi pubblici.
Quando vengono assicurati beni di terzi utilizzati nell’attività aziendale, l’indennizzo sarà riconosciuto al proprietario, ma dovrà essere impiegato esclusivamente per il ripristino del bene danneggiato.
Decorrenza e operatività
Il decreto è già in vigore, con decorrenza dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ora il testo passa al Senato per la seconda lettura, con scadenza fissata al 30 maggio per la conversione in legge.
Le nuove norme sulle polizze anticalamità rappresentano un cambio di paradigma per le imprese italiane. L’assicurazione contro eventi naturali non sarà più una scelta, ma un obbligo strategico per accedere al sostegno pubblico e tutelare il patrimonio produttivo. È fondamentale che le imprese si adeguino in tempo, valutando con attenzione le coperture più idonee e verificando la conformità dei propri beni.

