Contributi fino al 100% della spesa per progetti innovativi: continua la Transizione 4.0

Sono 350milioni di euro le risorse stanziate dal Ministero delle imprese e del Made in Italy per rafforzare e favorire sul territorio nazionale un sistema integrato del trasferimento tecnologico, al fine di incoraggiare l’erogazione alle imprese, soprattutto PMI, di servizi tecnologici avanzati e innovativi focalizzandosi su tecnologie e specializzazioni produttive di eccellenza.

Queste le finalità definite nelle Modalità di attuazione al Decreto del 10 marzo 2023, con attività diretta al finanziamento dei centri di trasferimento tecnologico, soggetti giuridici composti da imprese pubbliche e private che integrano le proprie abilità tecnologiche con l’obiettivo di veicolare il processo di digitalizzazione delle imprese, verso le quali svolgono attività di formazione e consulenza tecnologica, erogando servizi di trasferimento tecnologico come previsto dal Ministero dello Sviluppo economico.

Chi sono i beneficiari? 

Sono le imprese a cui verranno erogati servizi a costi agevolati o contributi diretti alla spesa per la realizzazione di progetti di innovazione. I servizi per i quali è prevista l’agevolazione sono la valutazione del livello di maturità digitale, la prova prima dell’investimento, la formazione sull’utilizzo di tecnologie e soluzioni innovative, le consulenze e l’assistenza su protezione della proprietà intellettuale, sull’accesso ai finanziamenti e su innovazione di processo o di prodotto. I servizi potranno esser resi anche alle pubbliche amministrazioni.

Quali le risorse?

350milioni di euro, di cui almeno il 40% destinato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), da intendersi sia le risorse di cui beneficiano direttamente i centri per il trasferimento tecnologico ubicati in tali regioni sia quelle erogate alle imprese ivi ubicate e destinatarie finali dei servizi.

Un altro tassello verso la revisione del Piano Transizione 4.0, al cui centro il Ministero del Made in Italy pone principalmente gli investimenti e le strategie d’investimento in beni immateriali, finalizzati ad accrescere il livello di digitalizzazione delle fabbriche e delle linee di produzione, in chiave di sostenibilità ambientale e sociale.

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